Volo cancellato: giudice competente a ricevere il ricorso

Corte di Giustizia UE , sez. IV, sentenza 09.07.2009 n° C-204/08 (Giuseppe Giovanni Maria Foti)

Può capitare a ciascuno di noi di andare in aeroporto e trovare il proprio volo cancellato. In questo caso, che fare oltre, naturalmente, ad arrabbiarsi? Innanzitutto è necessario accertarsi se la cancellazione sia stata provocata da cause imprevedibili e/o di forza maggiore o da altre cause. In questa seconda ipotesi occorre inoltrare alla compagnia aerea in questione (e, in Italia, anche all’Enac), tramite raccomandata a/r, formale diffida e messa in mora chiedendo il rimborso del biglietto e la compensazione pecuniaria, compresa tra i 250 ed i 600 euro, a seconda della lunghezza del volo. Nel caso in cui la compagnia aerea non fornisca alcun riscontro o rifiuta di corrispondere tale indennizzo forfettario, ulteriore strumento a disposizione è il ricorso al giudice. Si, ma a quale giudice rivolgersi, e dove presentarlo? Relativamente alla prima domanda, deve trattarsi del giudice ordinario. Alla seconda delle due domande ha, recentemente, dato risposta la Corte di Giustizia europea con la sentenza del 9 luglio 2009. La Corte ha, finalmente, chiarito che in caso di annullamento di un volo intracomunitario i passeggeri possono rivolgersi, per chiedere il rimborso del biglietto, la compensazione e l’eventuale risarcimento del danno (patrimoniale e non) se dovuto, al giudice del luogo di partenza oppure a quello di arrivo dell’aereo. Pertanto, per la scelta del foro territorialmente competente, è ininfluente sia il luogo ove ha sede la compagnia aerea, sia quello dove il contratto di trasporto è stato concluso.

I fatti: il sig. Rehder, residente a Monaco di Baviera, aveva prenotato presso l’Air Baltic, compagnia con sede sociale in riga (Lettonia), un volo da Monaco a Vilnius. Circa trenta minuti prima dell’ora prevista per la partenza da Monaco di Baviera, i passeggeri sono stati informati della cancellazione del volo. Dopo una modifica della prenotazione effettuata dall’Air Baltic, il ricorrente prendeva un volo per Vilnius via Copenhagen, giungendo a destinazione più di sei ore dopo l’ora alla quale avrebbe normalmente dovuto giungervi con il volo prenotato in origine. Con domanda proposta dinanzi all’Amtsgericht Erding (Tribunale di Erding), nella cui circoscrizione si trova l’aeroporto di Monaco di Baviera, il sig. Rehder chiedeva la condanna dell’Air Baltic al pagamento di € 250, come previsto dal regolamento in materia di compensazione e di assistenza ai passeggeri. Ritenendo che i servizi di trasporto aereo sono resi nel luogo di partenza dell’aereo, e ciò implica che il luogo di esecuzione dell’obbligazione contrattuale sia – ai sensi del regolamento sulla competenza giurisdizionale – quello dell’aeroporto di partenza, il Tribunale adito si è dichiarato competente a conoscere della superiore richiesta. L’Air Baltic impugnava la menzionata decisione dinanzi alla Corte d’appello di Monaco di Baviera, la quale accoglieva la richiesta del vettore aereo e annullava la sentenza del giudice di primo grado, ritenendo al contrario competente il giudice del luogo in cui si trova la sede sociale della compagnia che effettua il volo.

Il giudice d’appello considera che, come nella compravendita di beni, in materia contrattuale il luogo di consegna sia un criterio di collegamento tendenzialmente applicabile a tutte le domande fondate su uno stesso contratto di compravendita di beni e non soltanto a quelle fondate sull’obbligo di consegna. La Corte avrebbe poi stabilito che la medesima norma si applica anche in caso di pluralità di luoghi di consegna dei beni e che, per luogo di esecuzione occorre intendere quello che assicura il collegamento più stretto tra il contratto ed il giudice competente: tale luogo è, in genere, quello della consegna principale quale determinata in ragione di criteri economici. La Corte avrebbe infine considerato che, se non è possibile stabilire il luogo della consegna principale, ciascuno dei luoghi di consegna presenta una sufficiente prossimità agli elementi materiali della controversia, per cui in tale eventualità l’attore può citare il convenuto dinanzi al giudice del luogo di consegna di sua scelta.

Avverso tale ultima sentenza il sig. Rehder ha proposto una domanda di “Revision” dinanzi alla Corte federale di cassazione. Quest’ultimo giudice ha rivisto e corretto l’interpretazione della Corte d’appello osservando che <<I servizi la cui fornitura corrisponde all’esecuzione degli obblighi derivanti da un contratto di trasporto aereo di persone sono, invero, la registrazione e l’imbarco di passeggeri e l’accoglienza degli stessi a bordo dell’aereo nel luogo di decollo stabilito nel contratto di trasporto medesimo, la partenza dell’aereo all’ora prevista, il trasporto dei passeggeri e dei loro bagagli dal luogo di partenza a quello di arrivo, la gestione dei passeggeri durante il volo, e, infine, il loro sbarco, in condizioni di sicurezza, nel luogo di atterraggio e all’ora convenuti nel contratto. Da questo punto di vista, neppure gli eventuali luoghi di scalo dell’aeromobile presentano un collegamento sufficiente con i servizi sostanziali risultanti da detto contratto>>.

Da tutte le considerazioni svolte discende che <<… in caso di trasporto aereo di persone da uno Stato membro all’altro, effettuato sul fondamento di un contratto concluso con un’unica compagnia aerea che è il vettore operativo, il tribunale competente a competente a conoscere di una richiesta di compensazione pecuniaria basata su tale contratto di trasporto e sul regolamento n. 261/2004 e quello, a scelta dell’attore, nella cui circoscrizione si trovano il luogo di partenza o il luogo di arrivo dell’aereo quali indicati in detto contratto>>.

(Altalex, 26 gennaio 2010. Nota di Giuseppe Giovanni Maria Foti)

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